mercoledì 24 febbraio 2010

Lehrer Schulleitung Autonomie

In meiner bisherigen Arbeit als Schulleiter im System Schule habe mit den Begriffen Lehrer,Schulorganisation und Schulautonomie viel gestaltet und entwickelt. Immer standen neue Herausforderungen,gesellschafts-.arbeits- oder bildungspolitische Notwendigkeiten im Raum,die Schule berùht,begleitet oder ùberflutet haben. Dies finden wir in unserer Arbeit ùber DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA' e AUTONOMIA . Sfide alle istituzioni scolastiche italiane. Perugia,2009 - (http://www.guerra-edizioni.it/ ) ( mit dem 1. Teil von prof. Massimo Vedovelli ( Università per Stranieri di Siena ( http://www.unistrasi.it/ ).
Steuergruppe und Mengenlehrer,Neu Public Management und Autonomie waren kurze Weg-begleiter, andere wie Methoden offenen Unterrichts, Medienoffensive oder andere Begriffe wie Fòrdern und Fordern begleiten uns bis zum heutigen Tag.( http://www.schulentwicklunginmultikulturellenschulen.blogspot.com/ ).
Erkenntnisse aus Geopolitik,Himforschung,Psicholinguistik und Biologie wirken auf unsere Bildunsplùne ein,die Wirtschaft lehrnt uns die Auseinandersetzung mit Standards,Team,Projekt und Evaluation.Gleichzeitig mùssen diese Einflùsse immer schneller umgesetzt werden,Projekte in der Schule jagen sich bei gleichzeitig nachlassenden Ressourcen.
Verwaltungsreformen, Schulreform, Evaluation,neues Lyceum,Foerdeungskurse und anderes wirken auf Schùler/innen und Lehrkràfte ein und bestimmen mit ihren Verànderungen in schneller Folge den Schulalltag. Fragen entstehen,verlangen Antworten und deren Umsetzung,wie Gazerro in der II. und II.Teil des Buches gibt ( " Fondamenti della scuola dell'autonomia " und " Autonomia,comunicazione e territorio " ).
Schulentwicklungsarbeit ist fùr viele Lehrkràfte eine neue und ungewohnte Herausforderung ,zur der in der eigenen Ausbildung nur in seltenen Fùllen Grundlagen gelegt wurden. So entsteht an den Schulen ein immenser Fortbildungsbedarf , um die Schulprogrammarbeit und die darauf aufbauende Evaluation effectiv und professionell durchfùhren zu kònnen.
Vor allem in folgenden Feldern werden zunehmend Kompetenzen erforderlich und von Kolleg/innen und Schulleitung und bei anderen Vortbildungstràgern nachgefragt :
- Projektmanagement
- Schulprogrammentwicklung
- Pràsentation,Dokumentation,Oeffentlichkeitsarbeit
- Evaluation : Entwicklung vom Instrumenten u.deren Auswertung
- Besprechungsmoderation
- Kollegiale Beratung
- Aufbau einer Feedbackkultur
- Teamentwicklung ( Middle Management )
- Unterrichysentwicklung u. Leistungsmessung in offenenLernsituation
- Kommunikationsplan und Kommunikationstraining.
Fortbildung muss mit Blick auf Grundkompetenzen ,die fùr eine gute Schulprogrammarbeit und Unterrichtsqualitàt unerlàssich sind,geplany werden. So kònnen Kurse und Seminare innerhalb der Schule selbst durchgefùhrt werden,wenn sie in der Schule unmottelbar
- fùr die Verbesserung und Bereicherung des Unterrichts sorgen
- neue Inhalte vermittrln
- Sachkompetenzen erweitern oder
- Projekte und gemeisame Planung ermòglichen..- vi. ga.
Aber was ist der Begriff " Interkultur " und Migration " . Schauen wir an.
I n t e r cultura
Sin dall’ inizio degli anni ‘ 90 un gruppo di esperti scolastici e universitari ( Gruppo MPI – Roma ) ha iniziato ad affrontare le tematiche relative all’ intercultura e all’educazione interculturale- Nel dicembre 1991 ( Punta Ala – MPI ) è stato organizzato il primo seminario nazionale di studio su “ Migrazioni e società multiculturale: il ruolo della scuola “, seminario preparato con specifici orientamenti del Ministero P.I.e con apposite indicazioni ( C.M. n.301/1989 – C.M. 205/1990 ). In tal modo si avvia nel mondo scolastico italiano una prima riflessione sul fenomeno dell’ immigrazione e sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della penisola. In ambito europeo ,due decenni prima organismi comunitari ed internazionali ( C.E.E e Direttiva del 1978 ,Consiglio d’ Europa e CDCC, Unesco,…) avevano affrontato tali problematiche, in particolare quella relativa alla formazione degli insegnanti all’ educazione interculturale. Nel marzo 1992 il Ministero della P.I. lanciava nelle scuole un’ importante iniziativa per la “ Settimana per il dialogo interculturale “ con una precisa finalità : “ una sensibilizzazione al valore positivo del rapporto con l’altro nei vari tipi di società multiculturale, all’Europa nell’avanzato processo di integrazione economica e politica,alla società nazionale con la presenza di minoranze di immigrati e quindi all’ affermazione di una cultura del rispetto,della solidarietà e della convivenza politica “. Di propria iniziativa nell’ aprile 1992 il CNPI emette un’efficace parere sull’ educazione interculturale nella scuola,seguito da un apposito documento sul razzismo e sull’antisemi- tismo ( marzo 1993 ) . Nella sua pronuncia del 1992 il CNPI ritiene che il termine cultura va colto non solo nell’ ambito dell’ antropologia culturale(attenta ai fatti e ai comportamenti ),ma anche nell’ ambito della filosofia ( attenta ai valori e ai criteri di giudizio ) e nell’ ambito della pedagogia (attenta ai processi di maturazione personale )…. È quindi importante riconoscere che i valori che danno senso alla vita e i diritti che la orientano non sono tutti nella nostra cultura ma neppure tutti nel presente o nel futuro. Essi consentono di valorizzare le diverse culture ,ma insieme ne rilevano i limiti, e cioè la relativizzazione,rendendo in tal modo possibile e utile il dialogo e la creazione delle comune disponibilità a superare i propri limiti e a dare i propri contributi in condizioni di relativa sicurezza “. Si diffonde nelle scuole italiane ,segnatamente nella scuola primaria, un’attenzione ed una sensibilità all’interculturale, al significato del rapporto tra due o più culture,le cosiddette “ culture altre “. In Italia si comprende che dove ci sono processi immigratori,l’intercultura si pone come soluzione che,superando ogni forma di etnocentrismo,riconosca ad ogni individuo il diritto di esprimersi secondo la propria lingua e la propria cultura e di realizzarsi come persona secondo i principi che sostengono il suo sviluppo integrale. In questo quadro, trova una base consistente–afferma Antiseri–“ l’ idea morale della tolleranza nei confronti delle culture altre . Tolleranza che non è un dono che una cultura superiore fa a culture che,comunque,sono inferiori.La tolleranza,implicita nel pensiero postmoderno, è un’altra cosa e discende dalla consapevolezza che la propria cultura non è cultura,ma uno dei è possibili modi di esistere, cioè di rapportarsi con il mondo”.In emigrazione l ‘ interculturale può essere sviluppato in due diversi modi : - interculturale come soluzione da portare avanti nelle scuole locali,dove è in aumento la presenza di alunni di diverse nazionalità,per trovare spazi e modi di valorizzazione della loro cultura e lingua; - interculturale come momento pedagogico e educativo che in emigrazione considera la lingua e la cultura materna degli alunni stranieri come un risorsa,come una possibilità di sviluppo della personalità del giovane non italiano. L’educazione interculturale, in linea di continuità con l’esperienza svolta in famiglia, offre all’alunno emigrato il modo di intensificare e migliorare il sistema di comunicazione e di socializzazione del Paese d’accoglienza ,evitando conflitti psicologici e fenomeni di disgregazione socio –culturale .In questa prospettiva l’ educazione interculturale tutela il processo di identità del giovane emigrato e contribuisce alla sua integrazione nella società italiana,nella scuola e nelle strutture di aggregazione sociale locali. Nella situazione multiculturale e plurilingue in cui si trova la scuola italiana , si è preferito orientrarsi verso il modello del salad boul ( insalatiera ), o verso quello bavarese o quello svizzero di St.Johanns , invece di quello del melting polt ( crogiolo ) diffuso negli Stati Uniti ed attualmente in una fase critica. La metafora dell’ insalatiera è significativa,perché non si cerca una fusione delle culture in una “ dominante “, quella del Paese d’ accoglienza,ma si cerca un’ integrazione tra le due culture ,uno scambio reciproco in cui certi elementi originali che rimangono distinti. La scuola rappresenta il terreno privilegiato per lo scambio tra culture diverse, ad essa è affidato il compito di passare dalla fase , iniziale e statica ,multiculturale a quella dinamica e fruttuosa interculturale, Ciò richiede un sistema scolastico aperto, flessibile nella sua struttura di piani di studio e di metodi, come è emerso in alcune ricerche internazionali (indagine PISA;.Ines, Ocse..).In questo contesto si colloca il recente Programma regionale sull’accoglienza e l’integrazione scolastica degli alunni stranieri promosso nelle scuole dalla Direzione Generale dell’ USR Toscana.(Firenze,marzo 2006). Il significato e l’articolazione della dimensione interculturale nei programmi scolastici fanno emergere tre fatti fondamentali che abbiamo constatato nella nostra esperienza educativa: - la falsa interpretazione dell’ interculturalismo,spesso confuso con il termine multiculturalismo o multiculturalità. Le culture sono una vicina all’altra,ma non si trasformano né si arricchiscono. - non riconoscimento del valore e del ruolo della lingua materna- L/! – nella costruzione dell’ identità personale e del successo scolastico - l ‘interculturale è una sfida alla scuola locale ,che con la sua struttura e i suoi insegnanti,deve saper passare dall’esistente multiculturale al conquistabile interculturale. Non è un’impresa facile,in quanto l’ interculturale è la realtà sociale che caratterizza la società del XXI secolo.Non si deve pensare a d un miscuglio di culture,bensì allo sviluppo delle conoscenze tra di esse, tra i diversi punti di vista, in modo da favorire la comprensione reciproca,l’accettazione dell’altro, del diverso.(viga) Per saperne di più Baraldi C. Comunicazione interculturale e diversità, Carocci Cervini G. e a. I(dentità ed alterità: la formazione nel cambiamento. Nuove forme di socialità e ricerca interculturale., F.Angeli,Milano Curci S.-Nanni A, Buone pratiche per fare intercultura, Emi Gazerro V. Insegnamento dell’italiano in Europa.Lingua ,emigrazione e intercultura.Armando Gazerro V. Intercultura e integrazione ,Dossier Csa- Firenze 2005- 2006. Dossier n.1 Alunni stranieri nelle scuole fiorentine. n.2. Conoscenza della lingua italiana degli alunni stranieri, n.3-Linee Guida del MIUR sull'accoglienza e integrazione. n.4- Alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole di Firenze, n.5 Valutazione scolastica nel contesto interculturale. n. 6 Uso dele TCI e del sito web del CSA.Firenze, n.7 Protocollo di Accoglienza a scuola,Fi, 2006
Gazerro V. Insegnare la lingua italiana.Plurilinguismo in contesti multiculturali,Sansepolcro Gazerro V. Lingua intercultura integrazione.Anno europeo del dialogo interculturale,St.Gallen Gazerro V. Dirigenza scolastica:comunicazione responsabilità e autonomia, Perugia Gennai G. Lessico interculturale, Emi Giaccardi C. La comunicazione interculturale, Il Mulino Giusti M. L’educazione interculturale nella scuola di base,La Nuova Italia Macchietti S.S. Verso la pedagogia interculturale,Bulzoni,Roma Macchietti S.S, Prospettive di educazione interculturale.Modelli e scuole in prospettiva interculturale,Aspei,Bulzoni,Roma Mantovani G. Intercultura. Il Mulino,Bologna Pinto Minerva F L’ intercultura,Laterza,Bari Portera A. Educazione interculturale in famiglia, La Scuola